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Abd El Salam

  • Alessio Lega
Autore testo:  Alessio Lega
Anno: 
2016

Va bene anche allearsi con la morte Se serve a garantirsi il frigo pieno Va bene fare scorte calpestare un po' più forte Far passare sopra il corpo un autotreno Lo vedi l'egiziano che si è sporto La notte sul megafono riluce Lo sai che l'egiziano è un uomo morto Ad un contorto gorgoglio la protesta si riduce Ogni mattina si risveglia un uomo Che sa che deve correre veloce Perché già dalla notte c'è la merce Che correndo vuole solo calpestare la sua voce Così che tu sia merce o sia cristiano O terra o sole, isola o nazione Tu corri laico, ebreo o mussulmano Sotto il tacco macinante stai della distribuzione Le fabbriche le hanno trasferite Ed il prodotto s'è esternalizzato Lontano sulle strade inferocite Dove privo di speranza il lavoro è più sfruttato Però le merci altrove fabbricate Fino al tuo frigo devono arrivare E marciano su strade gli autotreni Inarrestabili e feroci non si possono fermare Se c'è chi vuol spezzare la catena Conflitto fra lavoro e capitale Fra un tir lanciato ed una pancia piena Finirà di certo molto molto molto molto male Così che nella notte di Piacenza Un egiziano è stato calpestato Per lui non c'è più l'ombra di clemenza Quel picchetto era una sfida al nostro vivere beato Beata la coscienza della notte Beato il nostro vivere civile Beato il nostro frigo che s'inghiotte Questo residuale senso dell'umanità servile... È chiaro nella notte piacentina È chiaro nel crepuscolo italiano È chiaro nell'Europa che s'inchina Quel picchetto è stato un sogno sanguinoso quanto vano Abd El Salam perdona noi Per tutte le magnifiche buone intenzioni Di cui è asfaltata questa via Per quest'inferno di crumiri e di esclusioni Abd El Salam perdona noi Qui da Piacenza che si muovono le merci Di cui si asfalta pure te Che ti sei osato di frapporre fra i commerci Abd El Salam ti pare mai Tu che al paese tuo facevi il professore E sei venuto fino a qua Per insegnare a questi schiavi un po' di sole Abd El salam Chiama il dottore Che questa notte di settembre non respira E non respirerà mai più Che nel megafono non hai fiato che gira Riprendono a percorrere le ruote Le strade della notte calpestata Il tuo supermercato sarà aperto e la speranza della vita adesso giace assassinata Va bene anche allearsi con la morte Se serve a garantirsi il frigo pieno Va bene fare scorte di ansiolitici e di torte Per riempirsi e ricordare sempre meno

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Informazioni

 "Abd El-Salam è morto il 14 settembre scorso, schiacciato da un camion di un crumiro durante un'azione di picchettaggio. Durante un'azione sindacale, per i diritti di tutti più che per i suoi (Abd El era un lavoratore relativamente più tutelato dei suoi colleghi, perché "a tempo indeterminato"). Ovviamente si è parlato "solo di un incidente", ovviamente troppe delle forze sindacali di questo Paese ci son cascate. I suoi compagni dell'USB che hanno protestato subiscono denunce e provocazioni. Un sindacalista morto con un megafono in mano è un martire cui la "repubblica dei lavoratori" dovrebbe innalzare un monumento. Uno straniero, padre di cinque figli, venuto a morire per i nostri diritti calpestati a me fa pensare a quei combattenti partiti nel '36 per la Spagna, a quelli della Comune. Un uomo "sacro". Stiamo davvero toccando il fondo." (Alessio Lega, 1/5/2017)

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Scheda del canto

Autore testo:  Alessio Lega
Anno: 
2016
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
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