titolosottotitolo

TwitterFacebookYouTubeMailFeed RSS

Sono povero ma disertore

Sono povero ma disertore e disertavo per la foresta quando un pensiero mi viene, mi viene in testa di non fare mai più il soldà, quando un pensiero mi viene, mi viene in testa di non fare mai più il soldà. Monti e valli ho scavalcato e dai fascisti ero inseguito quando una sera m'ado-, m'adormentai e mi svegliai incatenà. Incatenato le mani e i piedi e dal questore fui trasportato ed il pretore m'ha do-, m'ha domandato perché mai so"ncatenà. Io gli risposi delicatamente che il disertore aveo fatto e disertavo per la-, per la foresta disperato de fa '1 soldà.' Padre mio che sei già morto, madre mia che vivi ancora, se vuoi vedere tuo figlio torturato e 'mprigionato senza ragion. O soldati che marciate, che marciate al suon della tromba quando sarete su la-, su la mia tomba griderete: "Pietà di me".

Informazioni

Indicazioni bibliografiche

Savona A. Virgilio, Straniero Michele L., Canti della Resistenza italiana, Milano, Rizzoli, 1985

Condividi

Strumenti

Scheda del canto

Tags:  antifascisti
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
I diritti del contenuto sono dei rispettivi autori.
Lo staff de ilDeposito.org non condivide necessariamente il contenuto, che viene inserito nell'archivio unicamente per il suo valore storico, artistico o culturale (maggiori informazioni).

Newsletter

La Storia Cantata

L M M G V S D
 
1
 
2
 
3
 
4
 
5
 
6
 
7
 
8
 
9
 
10
 
11
 
12
 
13
 
14
 
15
 
16
 
17
 
18
 
19
 
20
 
21
 
22
 
23
 
24
 
25
 
26
 
27
 
28
 
29
 
30