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Rivkele del sabato

Rivkele del sabato che inizia il lunedì a intrecciare le sue corde nella fabbrica ogni dì e intrecciando la settimana passerà lento scorre il tempo col pensiero sempre là Rivkele del sabato che a casa tornerà quante lacrime stanotte sul cuscino verserà ed ad ognuna chiede su dimmi come sta ma nell'alba grigia la sirena chiama già Rivkele del sabato che intraccia i suoi perché i "chissà se qualche volta riuscirà a pensare a me e come starà e che vita farà da quel freddo lager chissà mai se tornerà" Rivkele del sabato che chiamano così perché fu proprio di sabato che un grido si sentì e nel ghetto il passo straniero risuonò e il suo amore come tanti a casa non tornò

Informazioni

Canto del ghetto di Bialystok (Polonia), nato dopo l'irruzione delle SS che nel 1942 trasferirono centinaia di giovani nei lager. Le loro mogli e fidanzate vennero chiamate "shabesdike", cioè "del sabato" (shabbat), giorno sacro agli ebrei e in cui avenne l'irruzione. "Rivkele" è invece, in yiddish, il diminutivo di "Rivka", ovvero "Rebecca". La traduzione italiana è di Leoncarlo Settimelli.

Fonte

Indicazioni bibliografiche

Settimelli Leoncarlo (a cua di) LP I canti dei lager, L'Unità, 2006

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Strumenti

La storia cantata

Questo contenuto è legato all'evento La liberazione del lager di Auschwitz (27 January 1945).

Scheda del canto

Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
I diritti del contenuto sono dei rispettivi autori.
Lo staff de ilDeposito.org non condivide necessariamente il contenuto, che viene inserito nell'archivio unicamente per il suo valore storico, artistico o culturale (maggiori informazioni).

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