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Passerotto ucciso (Dietro il filo spinato della vergogna -Il canto di Sémira Adamu)

Nel mio paese non contavo niente mio padre m'aveva venduta a un pastore per quattro soldi ridotta una schiava: sono fuggita lontano, a Bruxelles senza una lira, senza papier. M'han presa subito all'aerostazione due poliziotte vestite da uomo m'han trascinata in un centro immigrati in un paese di nome Lomé: schiava in Nigeria, internata a Bruxelles. Sono scappata nascosta dal buio quattro sorelle mi han dato una mano siamo fuggite volando lontano dentro la notte di un Belgio assonnato: non più guardiani né filo spinato. L'unico modo di vivere in pace dentro un'Europa ostile e razzista era dar vita a una rete d'amore era lottare per rompere il ghetto per conquistare un papier maledetto. Così un mattino, come a Parigi, ci siamo chiuse, protesta, in un tempio ma la paura, la forza e il rancore son belva immonda che tutto distrugge e viene ucciso il leone che rugge. Hanno distrutto il portone centrale: ruspe, bastoni, gendarmeria. Con furia sadica ci han caricato truppe speciali di polizia e noi come bestie col foglio di via. Essere liberi dentro l'Europa è solo un sogno senza realtà: si è schiavi in Africa, si è schiavi a Liegi se sei schedata tra gli illegali. Sei come un passero senza più ali. Così in un attimo, in un baleno mi hanno scortata alla porta di uscita poi nel furgone a sirene spiegate con braccia e polsi premuti sul collo fino all'aereo già pronto al decollo. Sette guardiani mi han spinta all'interno due mi tenevano, un altro premeva sopra il mio viso un cuscino di lana: forse temendo una negra che urlava con quel cuscino mi soffocava. Guardiani d'ordine e d'ingiustizia resi decreto da menti malate, forti coi deboli, vigliacchi, armati d'odio e rancore per chi non ha un attestato di libertà. Perdevo i sensi, ero senza più fiato e non vedevo che il buio del niente. No, non credevo che la libera Europa volesse uccidere chi, come me, era soltanto una senza papier. Salvami, salvami, cuore africano, voglio tornare a guardare lontano. Toglimi, togli questo peso dal viso, fammi ricordare un volto amico, un sorriso. Prendimi, prendimi con mano leggera, portami col vento nella brezza di sera. Lasciami ancora respirare il mio fiato voglio stare sola sotto a un cielo stellato....... Premono, premono sopra il mio viso: sono ormai soltanto un passerotto ucciso........

Informazioni

Semira Adamu, migrante nigeriana, fu uccisa, nel 1998, dai poliziotti che la caricavano sull'aereo per l'espulsione forzata dal Belgio.

http://archive.indymedia.be/news/2003/12/78634.html

Fonte

Indicazioni bibliografiche

Catanuto.S, Schironi F., Il canto anarchico in Italia nell' Ottocento e Novecento, zero in condotta edizioni, Milano, 2009

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Strumenti

Scheda del canto

Autore testo:  Santo Catanuto
Autore musica: 
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
I diritti del contenuto sono dei rispettivi autori.
Lo staff de ilDeposito.org non condivide necessariamente il contenuto, che viene inserito nell'archivio unicamente per il suo valore storico, artistico o culturale (maggiori informazioni).

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