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O iniqua, o infame Turchia

Anno: 
1912

O iniqua, infame Turchia l’ha ucciso il mio amato consorte ma quando ebbi l’annucio di morte un dolore provai da morir M’ha lasciato una sola bambina tutto il giorno il suo padre lamenta poera figlia l’è tutta sgomenta dice “mamma mio padre dov’è?” Il suo padre è in quelli deserti che dalli mostri è stato afferrato come Cristo te l’hanno ammazzato manco un santo l’è ‘nnato a salvà Vado sempre vestita da lutto quando guardo il tuo caro ritratto poi di lacrime lo bagno ad un tratto oh, di baci lo devo coprir Quel signore ch’è chiuso in palazzo l’ha comprato l’elmetto e la spada per morir gli ha insegnato la strada ma i suoi figli li stringe sul cuor Comanda Cristo oppure il padrone maladetta sia sempre la guerra chi di sangue ha sporcato la terra che non possa il sole veder

Informazioni

Riferito alla guerra italo-turca,  si canta sull'aria delle ballate d'area padana, come Cara moglie, di nuovo ti scrivo

Indicazioni bibliografiche

Pardo Fornaciari

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Strumenti

Scheda del canto

Anno: 
1912
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
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