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Non ti ricordi, fanciulla mia cara

Non ti ricordi, fanciulla mia cara quei brutti giorni per l'otto settembre: noi ci lasciammo con ansia e tormento per affrettare l'Italia a liberar. Noi ci lasciammo con ansia e tormento per affrettare l'Italia a liberar. Non rimanemmo che pochi compagni quando l'impresa del Cippo svanì, ma eravamo tutti d'accordo per nostra terra decisi a morir. Un giuramento col sangue facemmo: morire tutti per la nostra terra; per tutti i morti dell'altra guerra il tedesco bisogna cacciar. Un lungo inverno, disagi, perigli; perdemmo molti dei cari compagni: erano giovani sul fiore degli anni che alla morte sorridono ancor. Ma quel sangue non fu sparso invano; suonò la diana pei suoi fratelli: ovunque c'era un buon italiano sui monti accorse e fucile sparò. Quando passammo decisi all'attacco con braccio fermo impugnammo le armi, calmi mirando sui petti assassini: la nostra terra riuscimmo a liberar.

Informazioni


Indicazioni bibliografiche

Savona A. Virgilio, Straniero Michele L., Canti della Resistenza italiana, Milano, Rizzoli, 1985

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Strumenti

Scheda del canto

Tags:  antifascisti
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
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