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Monòpoli

Fu nel luglio del sessantadue che partimmo da Monòpoli per andare a Cislago Varese, frequentare un corso incapìbile. E noi tutti eravamo cortesi di passare a una vita borghese, nel sentire che si stava bene, mentre invece non fu poi così. Dovevamo far quattr'ore di lavoro e quattr'ore di teoria ed invece era tutto ingannato: dieci ore stavi a lavorà. E quei soldi che ci dava - mille lire la settimana -! Le ragazze eran tutte piangenti, così pure quei pochi studenti. Ed allora, finito l'orario, facevamo lo straordinario per pagare il biglietto del treno e più presto ripartire. Ma alla fine della settimana ci fu il vitto da pagare e nessuno poté più partire: tutti chiusi nel Settentrione. Così il Nord ci ha rubato dalla terra dove sono nato, con la perfida illusione di passare a una vita migliore. E noi tutti eravamo cortesi di passare a una vita borghese, nel sentire che si stava bene, mentre invece non fu poi così.

Informazioni

Cronaca fedele di uno dei tanti drammi dell'emigrazione interna. Inserita nello spettacolo L'aria concessa è poca, del 1970

Indicazioni bibliografiche

Vettori Giuseppe, Canzoni italiane di protesta 1794 - 1974, Roma, Newton Compton, 1975

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Strumenti

Scheda del canto

Autore testo:  Giovanna Marini
Anno: 
1970
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
I diritti del contenuto sono dei rispettivi autori.
Lo staff de ilDeposito.org non condivide necessariamente il contenuto, che viene inserito nell'archivio unicamente per il suo valore storico, artistico o culturale (maggiori informazioni).

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