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Lubiam

State a sentire, o voi tutti quanti, canto la storia di uno di noi di chi si guadagna appena la vita vendendo l'unica cosa che ha. Queste due braccia più dure del ferro ed una voglia di essere uomo un desiderio di libertà che tanti anni non han cancellato. Se poche lire non valgono una vita tutti i padroni neanche un operaio non siamo bestie mandate al macello ma voi tacete e questo è il guaio. Compagno Lubiam, a cinquant'anni con una moglie e due figli a casa ed una storia che parla da sola parla di morte assurda e amara. Per poche lire, ora su ora, bruci le ossa davanti ai forni. Chi scrive piani di produzione alla Montecatini non li conosce. Se poche lire non valgono una vita... Ditelo anche voi che vi brucia il viso che respirate un fumo acre, che non potete tirare avanti che qualche volta temete la morte. E quella morte ha preso Lubiam bruciato vivo come carbone. Se questa è vita, meglio la morte ma quella morte ingrassa il padrone. Se poche lire non valgono una vita.. Un incidente, è casuale, ci hanno detto i nostri signori, ma dopo poco davanti ai forni ci hanno messo la protezione. Due metri cubi di legno da poco hanno rubato una vita, che vale! Quello che conta è sempre sfruttare distruggere un uomo, non farlo pensare. Se poche lire non valgono una vita.. Compagni voi che mi state ascoltando che non gridate la nostra forza questa è una morte che ci condanna che chiama in causa la nostra coscienza. Lubiam ci grida: No al padrone» ed è un grido che vuole la guerra. Voi non potete ancora tacere la nostra forza ci chiama alla lotta. Se poche lire non valgono una vita il tuo lavoro non è del padrone, ricorda Lubiam, torna a lottare che questa storia deve finire, ricorda Lubiam, torna a lottare il suo sistema deve morire il suo sistema deve morire.

La- Mi7 La- State a sentire, o voi tutti quanti, Do Sol La- canto la storia di uno di noi Fa La- di chi si guadagna appena la vita Mi7 La- vendendo l'unica cosa che ha. Queste due braccia più dure del ferro ed una voglia di essere uomo un desiderio di libertà che tanti anni non han cancellato. Sol Do Se poche lire non valgono una vita Sol Do tutti i padroni neanche un operaio Fa La- non siamo bestie mandate al macello Mi7 La- ma voi tacete e questo è il guaio. Compagno Lubiam, a cinquant'anni con una moglie e due figli a casa ed una storia che parla da sola parla di morte assurda e amara. Per poche lire, ora su ora, bruci le ossa davanti ai forni. Chi scrive piani di produzione alla Montecatini non li conosce. Se poche lire non valgono una vita... Ditelo anche voi che vi brucia il viso che respirate un fumo acre, che non potete tirare avanti che qualche volta temete la morte. E quella morte ha preso Lubiam bruciato vivo come carbone. Se questa è vita, meglio la morte ma quella morte ingrassa il padrone. Se poche lire non valgono una vita.. Un incidente, è casuale, ci hanno detto i nostri signori, ma dopo poco davanti ai forni ci hanno messo la protezione. Due metri cubi di legno da poco hanno rubato una vita, che vale! Quello che conta è sempre sfruttare distruggere un uomo, non farlo pensare. Se poche lire non valgono una vita.. Compagni voi che mi state ascoltando che non gridate la nostra forza questa è una morte che ci condanna che chiama in causa la nostra coscienza. Lubiam ci grida: No al padrone» ed è un grido che vuole la guerra. Voi non potete ancora tacere la nostra forza ci chiama alla lotta. Se poche lire non valgono una vita il tuo lavoro non è del padrone, ricorda Lubiam, torna a lottare che questa storia deve finire, ricorda Lubiam, torna a lottare il suo sistema deve morire il suo sistema deve morire.

Indicazioni bibliografiche

Bertelli Gualtiero, Nina, Edizioni del Gallo, 1977

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Strumenti

Scheda del canto

Autore testo:  Gualtiero Bertelli
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
I diritti del contenuto sono dei rispettivi autori.
Lo staff de ilDeposito.org non condivide necessariamente il contenuto, che viene inserito nell'archivio unicamente per il suo valore storico, artistico o culturale (maggiori informazioni).

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