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L'ecatombe

Al mercato ieri mattina per un mazzo di qualche ortaggio di massaie una dozzina si esibiva in un bel pestaggio. A piedi, a cavallo, in vettura intervenne l'autorità a provarsi nell'avventura di fermare le ostilità! Senza dubbio sapete tutti di una ben radicata usanza se per dar contro ai poliziotti tutti quanti fanno alleanza. Sui gendarmi furiosamente si gettarono le matrone dando vita in quel frangente ad un numero d'eccezione! Nei confronti dei piedipiatti sono pervaso da tanto amore che nel vederli sopraffatti io tifavo per le signore. E dal lato del mio abbaino le mie grida univo al clamore incoraggiando il plotoncino come fosse la squadra del cuore! Attaccandosi una comare a un maresciallo di polizia "Morte alla legge!" lo fa gridare ed inneggiare all'anarchia. Una delle più forsennate stringe il cranio di un questurino tra le chiappe sue smisurate come macine d'un mulino! La più grassa del gruppetto con due tette che fanno per sei, sbottonato il reggipetto, mena sberle alla Cassius Clai. Il fioccare di tali bombe è il sigillo della vittoria, è la fine di un ecatombe da citare nei libri di scuola! Non contente del consuntivo e di quella bella razione come oltraggio definitivo prima di lasciar la tenzone. Le comari a quel nemico, perdonatemi l'indecenza, certe cose volevan tagliare, per fortuna ne eran già senza!

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Informazioni

Traduzione di Carlo Ferrari.

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Strumenti

Scheda del canto

Autore testo:  Georges Brassens
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
I diritti del contenuto sono dei rispettivi autori.
Lo staff de ilDeposito.org non condivide necessariamente il contenuto, che viene inserito nell'archivio unicamente per il suo valore storico, artistico o culturale (maggiori informazioni).

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