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La Roma

Come Vispe Terese acchiappare farfalle, con le braccia protese ma girati di spalle; con i figli perduti ed i padri in disgrazia, siamo sopravvissuti senza fede nè grazia. [rit.]Ma per fortuna che c'è la Roma, ma per fortuna che c'è la Roma! Per tre anni nel bosco con i quaranta ladroni, eravamo convinti diventassero buoni. Filologicamente sono molti gli arcani: eravamo marxisti, ci sentiamo marziani. [rit.] Chi si spara alla tempia, chi prepara la bomba, chi si spara sei pere, chi dà fiato alla tromba e chi fa il funzionario, chi si sciacqua al riflusso, chi ripassa il bestiario e si sbatte nel lusso. [rit.] E c'è chi come me, vi assicuro: finito, ha due miti soltanto: Marlon Brando e il partito; e c'è chi come me, vi assicuro: finito, ha due miti soltanto: la Deneuve e il partito. [rit]

Informazioni

Nell'lp Fonit Cetra "Le olive come quelle che dà il bar". Sogni illusori che stanno tirando le somme e una battaglia ormai perduta.

(marziapaladin@yahoo.it)

Indicazioni bibliografiche

Pietrangeli Paolo, Canti, contesse & conti, L'Unità, Roma, 1994

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Strumenti

Scheda del canto

Autore testo:  Paolo Pietrangeli
Anno: 
1981
Tags:  satirici
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
I diritti del contenuto sono dei rispettivi autori.
Lo staff de ilDeposito.org non condivide necessariamente il contenuto, che viene inserito nell'archivio unicamente per il suo valore storico, artistico o culturale (maggiori informazioni).

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