titolosottotitolo

TwitterFacebookYouTubeMailFeed RSS

La mia cella

La mia cella l'è un metro e quaranta Per due e sessanta, ci stiam dentro in tre; C'è soltanto una lampadina Di notte e di giorno la luce non c'é. Quando ho fame non mi danno niente, Soltanto le botte e l'acqua nemmen, M'hanno dato un libro da messa, E poi anche un prete mi vol confessare, Ma io non voglio, non voglio pregar. Ho capito che sono fregato, Che fra mezzora sarò fucilato, mezzora nemmen; Mamma, non piangere, son quasi contento, Mamma, ti giuro che non ho un lamento Sopra di me, sopra di me.

Informazioni

Rielaborazione di Dario Fo di una lettera di un condannato a morte, fucilato a Roma

Condividi

Strumenti

Scheda del canto

Autore testo:  Dario Fo
Anno: 
1969
Tags:  carcere/confino
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
I diritti del contenuto sono dei rispettivi autori.
Lo staff de ilDeposito.org non condivide necessariamente il contenuto, che viene inserito nell'archivio unicamente per il suo valore storico, artistico o culturale (maggiori informazioni).

Newsletter

La Storia Cantata

L M M G V S D
 
1
 
2
 
3
 
4
 
5
 
6
 
7
 
8
 
9
 
10
 
11
 
12
 
13
 
14
 
15
 
16
 
17
 
18
 
19
 
20
 
21
 
22
 
23
 
24
 
25
 
26
 
27
 
28
 
29
 
30