titolosottotitolo

TwitterFacebookYouTubeMailFeed RSS

Il povero Elia

Lo chiamavano il povero Elia un campione di nullatenente all'anagrafe sanno chi sia ma del resto nessuno sa niente fin dal giorno che al mondo egli venne non si sa che mammella succhiò il suo padre era un certo N.N. chi sa mai come Elia non crepò Poveraccio! Se anche crepava gli poteva importar poco o niente questa vita da cani gli dava da rimpiangere un bell'accidente non sapeva neppure poppare né giocare un bel gioco sul serio non potè fin da allora peccare né di gola né di desiderio Non aveva una faccia da furbo e nessuno si volle fidare a pigliarsi l'ingrato disturbo d'insegnargli a che serva rubare non fu mai molestato da un cane nessun colpo su lui fu sparato Questo è vero, moriva di fame ma passava per tipo fidato Poveraccio! Se anche crepava gli poteva importar poco o niente questa vita da cani gli dava da rimpiangere un bell'accidente non sapeva a che serve l'argento né i pollastri degli altri e così anche al settimo comandamento si tramanda che non trasgredì E le donne, persin le puttane, che di solito son generose si curavan men che di un cane delle sue prestazioni amorose ma l'Elia anche senza l'amore non sentì né provo delusione ne si appese dal grande dolore ad un laccio ed un po' di sapone Poveraccio! Se anche crepava gli poteva importar poco o niente questa vita da cani gli dava da rimpiangere un bell'accidente Non sapendone il significato dell'amor non sentì la mancanza e per questo non fece peccato di lussuria, né d'intemperanza Quando in guerra ebbe a fare il soldato a nessuno potè far del male Perché di diserzione accusato lo spedirono in corte marziale Quando uscì per la fucilazione - Così almeno la storia ci dice, - solo un tale da dentro il plotone gli sorrise con aria infelice Poveraccio! Di fronte alla morte non avrà certo fatto buon viso proprio quando gli dava la sorte da rimpiangere un triste sorriso ed adesso ch'è ben sotterrato non avrà da temere l'inferno non aveva mai fatto peccato lo terrà ben con sé il Padreterno

Mi- Re Lo chiamavano il povero Elia Do Si- un campione di nullatenente Mi7 La-7 Re7 all'anagrafe sanno chi sia Sol Do Si7 Mi- La7 ma del resto nessuno sa niente Re Fa#7 fin dal giorno che al mondo egli venne Si- Fa#- non si sa che mammella succhiò Sol#7 Do#- il suo padre era un certo N. N. Fa#7 Si chi sa mai come Elia non crepò Si7 Mi La-6 Poveraccio! Se anche crepava Fa#7 Si7 Mi- gli poteva importar poco o niente Sol Sib questa vita da cani gli dava Fa Do Si7 La-7 da rimpiangere un bell'accidente Si7 Mi- La- Si7 non sapeva neppure poppare Mi- La-7 Re7 Sol né giocare un bel gioco sul serio Si7 Do Re7 Sol non potè fin da allora peccare Si7 Do Re SolRe7Sol Si7 Mi- né di gola né di desiderio Non aveva una faccia da furbo e nessuno si volle fidare a pigliarsi l'ingrato disturbo d'insegnargli a che serva rubare non fu mai molestato da un cane nessun colpo su lui fu sparato Questo è vero, moriva di fame ma passava per tipo fidato Poveraccio! Se anche crepava gli poteva importar poco o niente questa vita da cani gli dava da rimpiangere un bell'accidente non sapeva a che serve l'argento né i pollastri degli altri e così anche al settimo comandamento si tramanda che non trasgredì E le donne, persin le puttane, che di solito son generose si curavan men che di un cane delle sue prestazioni amorose ma l'Elia anche senza l'amore non sentì né provo delusione ne si appese dal grande dolore ad un laccio ed un po' di sapone Poveraccio! Se anche crepava gli poteva importar poco o niente questa vita da cani gli dava da rimpiangere un bell'accidente Non sapendone il significato dell'amor non sentì la mancanza e per questo non fece peccato di lussuria, né d'intemperanza Quando in guerra ebbe a fare il soldato a nessuno potè far del male Perché di diserzione accusato lo spedirono in corte marziale Quando uscì per la fucilazione - Così almeno la storia ci dice, - solo un tale da dentro il plotone gli sorrise con aria infelice Poveraccio! Di fronte alla morte non avrà certo fatto buon viso proprio quando gli dava la sorte da rimpiangere un triste sorriso ed adesso ch'è ben sotterrato non avrà da temere l'inferno non aveva mai fatto peccato lo terrà ben con sé il Padreterno

ilDeposito.org non fornisce file o audio o registrazioni dei canti presenti ma ci limitiamo a segnalare altri siti dove è possibile ascoltare e/o scaricare i canti.

Link per ascoltare e/o scaricare il canto:

Indicazioni bibliografiche

Jona Emilio, Straniero Michele L., Cantacronache - Un'avventura politico-musicale degli anni cinquanta, Torino, Crel, 1996

Condividi

Strumenti

Scheda del canto

Anno: 
1959
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
I diritti del contenuto sono dei rispettivi autori.
Lo staff de ilDeposito.org non condivide necessariamente il contenuto, che viene inserito nell'archivio unicamente per il suo valore storico, artistico o culturale (maggiori informazioni).

Newsletter

La Storia Cantata

L M M G V S D
 
 
 
 
 
1
 
2
 
3
 
4
 
5
 
6
 
7
 
8
 
9
 
10
 
11
 
12
 
13
 
14
 
15
 
16
 
17
 
18
 
19
 
20
 
21
 
22
 
23
 
24
 
25
 
26
 
27
 
28
 
29
 
30