titolosottotitolo

TwitterFacebookYouTubeMailFeed RSS

Il galeone

Siamo la ciurma anemica d'una galera infame su cui ratta la morte miete per lenta fame. Mai orizzonti limpidi schiude la nostra aurora e sulla tolda squallida urla la scolta ognora. I nostri dì si involano fra fetide carene siam magri smunti schiavi stretti in ferro catene. Sorge sul mar la luna ruotan le stelle in cielo ma sulle nostre luci steso è un funereo velo. Torme di schiavi adusti chini a gemer sul remo spezziam queste catene o chini a remar morremo! Cos'è gementi schiavi questo remar remare? Meglio morir tra i flutti sul biancheggiar del mare. Remiam finché la nave si schianti sui frangenti alte le rossonere fra il sibilar dei venti! E sia pietosa coltrice l'onda spumosa e ria ma sorga un dì sui martiri il sol dell'anarchia. Su schiavi all'armi all'armi! L'onda gorgoglia e sale tuoni baleni e fulmini sul galeon fatale. Su schiavi all'armi all'armi! Pugnam col braccio forte! Giuriam giuriam giustizia! O libertà o morte! Giuriam giuriam giustizia! O libertà o morte!

La- Siamo la ciurma anemica Mi7 La- d'una galera infame Re- La- su cui ratta la morte Mi7 La- miete per lenta fame. Mai orizzonti limpidi schiude la nostra aurora e sulla tolda squallida urla la scolta ognora. I nostri dì si involano fra fetide carene siam magri smunti schiavi stretti in ferro catene. La- Mi7 Sorge sul mar la luna La- ruotan le stelle in cielo Re- La- ma sulle nostre luci Mi7 La- steso è un funereo velo. Torme di schiavi adusti chini a gemer sul remo spezziam queste catene o chini a remar morremo! Cos'è gementi schiavi questo remar remare? Meglio morir tra i flutti sul biancheggiar del mare. Remiam finché la nave si schianti sui frangenti alte le rossonere fra il sibilar dei venti! E sia pietosa coltrice l'onda spumosa e ria ma sorga un dì sui martiri il sol dell'anarchia. Su schiavi all'armi all'armi! L'onda gorgoglia e sale tuoni baleni e fulmini sul galeon fatale. Su schiavi all'armi all'armi! Pugnam col braccio forte! Giuriam giuriam giustizia! O libertà o morte! Giuriam giuriam giustizia! O libertà o morte!

ilDeposito.org non fornisce file o audio o registrazioni dei canti presenti ma ci limitiamo a segnalare altri siti dove è possibile ascoltare e/o scaricare i canti.

Link per ascoltare e/o scaricare il canto:

Informazioni

E' l'adattamento musicale di Paola Nicolazzi (sulla melodia della canzone popolare Se tu ti fai monaca) di una poesia di Belgrado Pedrini, scritta nel carcere di Fossombrone nel 1967.

Vedi anche:http://acrataz.oziosi.org/article.php3?id_article=1824

Indicazioni bibliografiche

AA.VV., Avanti popolo - Due secoli di popolari e di protesta civile, Roma, Ricordi, 1998

Condividi

Strumenti

Scheda del canto

Autore testo:  Belgrado Pedrini
Autore musica: 
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
I diritti del contenuto sono dei rispettivi autori.
Lo staff de ilDeposito.org non condivide necessariamente il contenuto, che viene inserito nell'archivio unicamente per il suo valore storico, artistico o culturale (maggiori informazioni).

Commenti

Ritratto di Roberta - ilDeposito

Il Galeone è stata pubblicata, senza indicazioni di titolo, nel giornale "Presenza anarchica", a cura dei Gruppi anarchici riuniti di Massa e Carrara, supplemento quindicinale a Umanità Nova, a.I, n.1, 5 ottobre 1974.
Belgrado Pedrini (Carrara 1913-1979) durante il fascismo fa parte di un gruppo armato che conduce la lotta clandestina ancor prima dell’8 settembre; Nel febbraio 1942 disarma, assieme a due suoi compagni, cinque militi fascisti in un bar di Carrara. Braccati i tre si trasferiscono a Milano e a La Spezia dove -racconta Pedrini- "in un conflitto a fuoco con la polizia (fascista) (...) fummo feriti e arrestati dai poliziotti uno dei quali però ci lasciò la vita." Viene liberato dai partigiani anarchici della formazione "Elio" nel giugno 1944, si unisce alla formazione e combatte fino alla liberazione. "All’indomani della "Liberazione" fummo arrestati per rispondere dei reati commessi nel ’42, ritenuti reati comuni. Nel 1949, dopo una lunga peregrinazione di carcere in carcere, si celebrò alla Corte d’Assise di Livorno il nostro processo, durante il quale fu accolta con benevolenza la nostra comprovata partecipazione alla lotta partigiana. Ma, poiché durante il periodo di latitanza, proprio per poter continuare la lotta armata e la propaganda clandestina, eravamo stati costretti a sottrarre parte delle grandi ricchezze di alcuni industriali fascistoni di Carrara, Milano e La Spezia, per questa nostra ’attività ladresca’ fummo tutti e tre condannati a trent’anni di carcere".Il Galeone è stata pubblicata, senza indicazioni di titolo, nel giornale "Presenza anarchica", a cura dei Gruppi anarchici riuniti di Massa e Carrara, supplemento quindicinale a Umanità Nova, a.I, n.1, 5 ottobre 1974.
(da http://acrataz.oziosi.org )

Newsletter

La Storia Cantata

L M M G V S D
 
 
 
 
1
 
2
 
3
 
4
 
5
 
6
 
7
 
8
 
9
 
10
 
11
 
12
 
13
 
14
 
15
 
16
 
17
 
18
 
19
 
20
 
21
 
22
 
23
 
24
 
25
 
26
 
27
 
28
 
29
 
30
 
31