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Il canto dei sopravvissuti

Braccato, raggiunto e straziato le jene sapesti umiliar per fari "parlare" t'hanno il cuor dilaniato. Tu-morto- li hai fatt tremar Tu-morto-li hai fatti tremar. Non fiori portiamo né lagni non pianti, né vani sospir siam qui per capire da fedeli compagni la vita, la lotta, il morir la vita, la lotta, il morir. A terra è la spoglia diletta, che tomba, che croce non ha, avrà come prece la giusta vendetta. Giustizia compagni sarà giustizia, compagni sarà.

Informazioni

In T. Romano- G. Solza, Canti della Resistenza italiana, Milano, Ed. Avanti, 1960:"Si tratta forse di una canzone dei partigiani francesi, portata poi dai progionieri nel campo di Ravensbruck. Anche questo testo , come già Il canto dei deportati, è una traduzione e un adattamento italiano del testooriginale francese".

Indicazioni bibliografiche

Savona A. Virgilio, Straniero Michele L., Canti della Resistenza italiana, Milano, Rizzoli, 1985

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Strumenti

La storia cantata

Questo contenuto è legato all'evento La liberazione del lager di Auschwitz (27 January 1945).

Scheda del canto

Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
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Lo staff de ilDeposito.org non condivide necessariamente il contenuto, che viene inserito nell'archivio unicamente per il suo valore storico, artistico o culturale (maggiori informazioni).

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