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Delle diversità

Autore testo:  Germano Bonaveri
Anno: 
2007

C'e' una precisa scala di valori, ci sono i perdenti ed i vincitori e per ognuno un preciso colore che devi imparare a classificare... C'e' una chiara distinzione tra migliore e peggiore... c'e' l'urgenza, che e' dell'uomo, di appartenere. Sappi che i buoni non perdono mai, hanno il sostegno del cielo percio' ricorda devi stare con noi: noi siamo nel vero... C'e' questo strano disegno umano che crea il nemico e il diverso, questa violenza del quotidiano questo gioco perverso... Ci sono terre di confine da esplorare oltre il senso comune ed altri popoli da rieducare finche' giunga la fine, perche' nel nome dell' ideologia tutto si puo' giustificare, ma che la colpa non sia solo mia, tutti dovrete partecipare. Siete le ombre cinesi sul muro proiettate da un'altra mano... avrete tutte un radioso futuro con un fucile a canne mozze in mano, vi insegneremo la disciplina ipnotizzati dalle televisioni, vi lasceremo uscire ogni mattina solo a determinate condizioni. Terre di confine senza telefoni, senza vetrine. Oceani da esplorare senza una spiaggia per naufragare. Mari senza vento, da un portolano del quattrocento. Terre come stagioni senza condanne ne' assoluzioni Ma c'e' un' incognita da contemplare nel compilare una strategia, c'e' sempre uno che non vuole ubbidire, non sta allineato, non percorre la via: il cane sciolto che ha perso un orecchio mentre lottava per un pezzo di pane allungato dalla mano di un vecchio che nell'altra nascondeva un bastone. E non ci sono scale di valori, neanche il tuo dio ti appartiene: ci sono differenze e colori che sanno e possono vivere assieme. E non sara' una divisa, e non saranno gli eroi, e una coscienza rinchiusa si svegliera' prima o poi. Siate l'incognita non contemplata nei manuali dell'autorita', siate la forza che giunge insperata siate la vera possibilita'. Siate il sorriso dell'incoscienza la leggerezza dello stupore, siate la voce dell'inesperienza ma una voce pulita d'amore. E non cedete alle mode, e non abbiate rancore, che non si ama per fede ma solo per amore... E allora forse scriverete una storia dove bellezza e' nelle diversita' e non parlate di vittoria ma solo di liberta'. Terre contadine senza telefoni, senza vetrine. Terre da esplorare con cieli azzurri a capofitto sul mare. Terre senza vento, da un portolano del quattrocento. Terra senza barriere tutta una vita da coltivare. Terre contadine senza telefoni, senza vetrine. Terre da esplorare con cieli azzurri a capofitto sul mare. Terre senza vento, da un portolano del quattrocento. Terre da seminare per una storia tutta da inventare.

Informazioni

segnalata da Patrizia Muzzi patrizia.muzzi@parolemusica.com

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Scheda del canto

Autore testo:  Germano Bonaveri
Anno: 
2007
Tags:  antifascisti
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
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Lo staff de ilDeposito.org non condivide necessariamente il contenuto, che viene inserito nell'archivio unicamente per il suo valore storico, artistico o culturale (maggiori informazioni).

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