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Canzone del ghetto di Varsavia

Il buongiorno brava gente questo organetto vi da se in cambio un tozzo di pane mi date allora Iddio di certo vi benedirà Io che avevo padre e madre e sorelline ben tre sono rimasto da solo e dove son finiti inutile chiederlo a me Io canto sull'organetto quello che ognuno ben sa non serve fingere ancora perché tra poco tutti in cenere si finirà E la fame ci tormenta i morti sono tra noi presto di tutti gli ebrei vivrà solo il ricordo ormai lo sapete anche voi Mentre suono l'organetto in cenere sono di già finiti di noi altri mille Treblinka è là che aspetta e tutti a morirvi si andrà Che sprofondi questo ghetto la spada occorre impugnar meglio morir per la strada piuttosto che a Treblinka andar come stracci a bruciar

Informazioni

Una canzone nata per spingere gli ebrei del Ghetto di Varsavia a ribellarsi alle tremende condizioni imposte dagli occupanti tedeschi (1940). In effetti una parte degli ebrei che vi furono rinchiusi scatenarono una rivolta, purtroppo presto soffocata dalle SS. Ma quello del ghetto di Varsavia resta uno degli episodi più gloriosi della resistenza ebraica ai nazisti.

Il testo presente è una traduzione dall'yddish, di Leoncarlo Settimelli

Indicazioni bibliografiche

Settimelli L., CD Canti dai lager, Unità, 2006

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Strumenti

La storia cantata

Questo contenuto è legato all'evento La liberazione del lager di Auschwitz (27 January 1945).

Scheda del canto

Autore testo:  Reuven Lifshutz
Anno: 
1943
Lingua:  yiddish
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
I diritti del contenuto sono dei rispettivi autori.
Lo staff de ilDeposito.org non condivide necessariamente il contenuto, che viene inserito nell'archivio unicamente per il suo valore storico, artistico o culturale (maggiori informazioni).

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