Quattro signori a Parigi vanno a commerciare e a dividere il bottino; la guerra han fatto, altro più non sanno, e la vittoria vuol la pace-inganno. Il tribunale han confezionato di giudicare la pace imputata e la giustizia han dimenticato: han troppa fame, han voglia di rubar, Finito giugno, pace non è fatta in sette mesi e più di discussione; fan fallimento, tutto il mondo scatta, gambe per aria par che debba andar, Evviva dunque la rivoluzione, la "borghesia più non regnerà , il bolscevismo sta per trionfare: o dunque, o popolo, unito sta! La dittatura del proletariato, dopo la Russia, avremo in tutto il mondo; viva il Soviet, Lenin glorificato in un gran simbolo di civiltà ! Evviva dunque la rivoluzione...
Fonte: Vettori Giuseppe, Canzoni italiane di protesta 1794 - 1974, Roma, Newton Compton, 1975
Informazioni: Sull'aria della canzonetta del 1919 "Bambola". Descrive il giudizio popolare sulla conferenza di pace di Parigi che si protrasse dal gennaio 1919 al giugno del 1920.