Il sedici di agosto, sul far della mattina, Il boia avea disposto l'orrenda ghigliottina, Mentre Caserio dormiva ancor Senza pensare al triste orror. Entran nella prigione direttore e prefetto, Con voce di emozione svegliarono il giovinetto; Disse svegliandosi: "Che cosa c'è?". "è giunta l'ora, alzatevi in piè". Udita la notizia si cambiò nell'istante, Veduta la giustizia stupì tutto tremante; Il chieser: "Prima di andare a morir, Dite se avete nulla da dir". Così disse al prefetto: "Allor ch'io morto sia, Prego, questo biglietto date alla madre mia; Posso fidarmi che lei lo avrà ? Mi raccomando per carità . Altro non ho da dire: schiudetemi le porte, Finito è il mio soffrire, via datemi la morte; E tu, mia madre, dai fine al duol E datti pace del tuo figliuol". Poi con precauzione dal boia fu legato E in piazza di Lione fu quindi trasportato E spinto a forza il capo entrò Nella mannaia che lo troncò. Spettacolo di gioia la Francia manifesta, Gridando: "Evviva il boia che gli tagliò la testa!" Gente tiranna e senza cuor, Chi sprezza e ride l'altrui dolor. Allor che n'ebbe avviso l'amata genitrice, Le lacrime nel viso scorreano all'infelice; Era contenta la madre almen Pria di morire stringerlo al sen. L'orribile dolore le fè bagnare il ciglio, Pensar solo al terrore che li piombò nel figlio; Misera madre, quanto soffrì Quando tal nuova del figlio udì! Io pregherò l'Eterno, o figlio sventurato, Che dal tremendo averno ti faccia liberato; Così, pregando con forte zel, L'alma divisa ritorni in ciel!
Fonte: Vettori Giuseppe, Canzoni italiane di protesta 1794 - 1974, Roma, Newton Compton, 1975
Informazioni:
Sante Caserio fu ghigliottinato a Lione per aver pugnalato Sadi Carnot, presidente della repubblica francese.
Di questo canto sono note diverse versioni, che riportano autori del testo diversi (vedi: Catanuto S. Schirone F. Il canto Anarchico in Italia nell'Ottocento e nel Novecento, Zero in Condotta, Milano, 2009 pgg.96-97-98)