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ilDeposito.org | Canti di protesta politica e sociale - archivio di testi, accordi e musica

Il numero d'appello

La canzone politica degli anni '70 (1970-1980)

Quando, nel cercare di farsi capire,
vide la gente voltarsi
come se non dovesse capirlo più;

quando lo legarono alla barella,
ch'era caduto in catena 
gridando: «Basta, basta, per carità!»;

 lui s'accorse, tutt'a un tratto,
 d'esser diventato matto,
 che una porta gli si apriva
 e la mente gli fuggiva.

Quando vide le facce dei dottori
chinate a fargli domande
ch'eran parole vuote d'un'altra realtà;

quando lo calmarono con le scosse
perché gridava e piangeva:
«Rivoglio i miei vestiti, la libertà»;

 lui s'accorse tutt'a un tratto
 che significa esser matto:
 sentì chiudere un cancello
 ed insieme il suo cervello.

Quando cominciaron le prime botte
perché provava a scappare,
per la paura e il dolore non provò più:

quando sistemarono il suo cervello
come una vecchia rotella
buona per obbedire e dire sì;

 lui sentì che la sua rabbia
 s'annegava nella sabbia,
 perché al posto del cervello
 c'era un numero d'appello.

Oggi oramai non piange, né sorride,
né pensa, né può pensare,
è ormai un bravo internato sterilizzato

 e s'accorge solamente
 d'esser privo della mente
 perché al posto del cervello
 ci sta un numero d'appello.

Fonte: Nebbiosi Gianni, E ti chiamaron matta, Edizioni del gallo, 1972

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