La mattina del cinque di agosto si muovevano le truppe italiane per Gorizia, le terre lontane e dolente ognun si partì. Sotto l'acqua che cadeva a rovescio grandinavano le palle nemiche; su quei monti, colline e gran valli si moriva dicendo così: O Gorizia, tu sei maledetta per ogni cuore che sente coscienza; dolorosa ci fu la partenza e il ritorno per molti non fu O vigliacchi che voi ve ne state con le mogli sui letti di lana, schernitori di noi carne umana, questa guerra ci insegna a punir. Voi chiamate il campo d'onore questa terra di là dei confini; qui si muore gridando: assassini! maledetti sarete un dì. Cara moglie, che tu non mi senti raccomando ai compagni vicini di tenermi da conto i bambini, che io muoio col suo nome nel cuor. Traditori signori ufficiali che la guerra l'avete voluta, scannatori di carne venduta, e rovina della gioventù O Gorizia, tu sei maledetta per ogni cuore che sente coscienza; dolorosa ci fu la partenza e il ritorno per molti non fu.
Fonte: AA.VV., Avanti popolo - Due secoli di popolari e di protesta civile, Roma, Ricordi, 1998
Informazioni:
La battaglia di Gorizia si svolse tra il 9 e il 10 agosto del 1916.
52.000 italiani e 41.000 austriaci morirono a Gorizia in un massacro. Questo canto, di anonimo, fu presentato a Spoleto nello spettacolo "Bella ciao" e tutti gli artisti furono denunciati per "Vilipendio allao Stato ed alla Patria" da due ufficiali presenti in sala.
(maria rollero)
La penultima strofa non è presente nella fonte citata.