Gli anarchici noi siamo di Milano E dei borghesi non abbiam paura Fanno gli arditi con le bombe a mano Carabinieri e guardie di questura Ma noi abbiamo forze unite Il pensier la dinamite Ed il pugnale La fiamma agitiam di un'ideale Gli anarchici non hanno guerreggiato Per gli interessi della borghesia Oltre i confini abbiamo disertato Sfidando la più atroce tirannia Troppi estranei in un conflitto Tra la forza ed il diritto E le frontiere Vogliamo unire tutte le bandiere Per la bandiera nostra in ogni terra Noi lotteremo con nuova energia Abbiam da rinnovar la nostra guerra E vincerla nel nome dell'anarchia Urlerà la dinamite Getterem le nostre vite Farem sul serio L'esempio ce lo dan Bresci e Caserio La nostra storia è storia di vendetta Contro una classe rea di ogni delitto Contro una società ch'è maledetta Alla vita ha negato ogni diritto Seminando la tempesta Rugge già sulla sua testa Il gran ciclone Che si chiama sociale rivoluzione Hanno versato il sangue a fiotti a rivi Per questa infame guerra della morte Molti soldati son restati vivi Di ribellione la massa più forte Bomba a mano dinamite Banclastite balistite Farem la festa Che ad ogni mal taglierà la testa
Fonte: AA.VV., Avanti popolo - Due secoli di popolari e di protesta civile, Roma, Ricordi, 1998
Informazioni:
Il canto viene fatto risalire al periodo subito dopo la Prima Guerra Mondiale per i riferimenti al conflitto presenti nel testo (e anche alla diserzione); ma potrebbe essere plausibile anche farla risalire al 1921, nel corso del conflitto degli Arditi del popolo e gli Arditi d'Italia ("Fanno gli arditi con le bombe a mano Carabinieri e guardie di questura "). Il testo e' stato tramandato scritto a mano dall'anarchica Leda Rafanelli sul retro di una copia del Nuovo Canzoniere rivoluzionario - donato negli anni 60 all'istituto De Martino.
Fonte: S. Catanuto e F. Schirone, Il canto anarchico in Italia nell'Ottocento e nel Novecento, Milano, zeroincondotta, 2009.