Figli dell'officina o figli della terra, già l'ora s'avvicina della più giusta guerra, la guerra proletaria, guerra senza frontiere, innalzeremo al vento bandiere rosse e nere, Avanti, siam ribelli, fiori vendicator un mondo di fratelli di pace e di lavor. Dai monti e dalle valli giù giù scendiamo in fretta, con queste man dai calli noi la farem vendetta; del popolo gli arditi, noi siamo i fior più puri, fiori non appassiti daI lezzo dei tuguri. Avanti, siam ribelli... Noi salutiam la morte, bella vendicatrice, noi schiuderem le porte a un'era più felice; ai morti ci stringiamo e senza impallidire per l'anarchia pugnamo; o vincere o morire, Avanti, siam ribelli...
Fonte: AA.VV., Avanti popolo - Due secoli di popolari e di protesta civile, Roma, Ricordi, 1998
Informazioni:
Legato all’epopea degli “Arditi del Popolo”, il canto, molto noto, è stato ideato da Giuseppe Raffaelli e scritto da Giuseppe Del Freo su una musica probabilmente cantata in artiglieria.
Questo canto è tra i più diffusi nel movimento dei lavoratori ed ha subito diverse varianti a seconda dell’organizzazione politica che lo ha utilizzato durante la lotta partigiana (ad esempio “libere bandiere” al posto di “bandiere rosse e nere”).