E quei briganti neri mi hanno arrestato, In una cella scura mi han portato. Mamma, non devi piangere per la mia triste sorte: Piuttosto di parlare vado alla morte. E quando mi han portato alla tortura, Legandomi le mani alla catena: Tirate pure forte le mani alla catena, Piuttosto che parlare torno in galera. E quando mi portarono al tribunale Dicendo se conosco il mio pugnale: Sì sì che lo conosco, ha il manico rotondo, Nel cuore dei fascisti lo cacciai a fondo. E quando l'esecuzione fu preparata, Fucile e mitraglie eran puntati, Non si sentiva i colpi, i colpi di mitraglia, Ma si sentiva un grido: Viva l'Italia! Non si sentiva i colpi della fucilazione, Ma si sentiva un grido: Rivoluzione!
Fonte: AA. VV., Canzoniere della protesta 2 - Canti della resistenza armata in Italia, Milano, Edizioni Bella Ciao, 1975
Informazioni:
Canto partigiano molto popolare nell'Ossola, con alcuni elementi testuali tratti da L'interrogatorio di Caserio. Il testo e la musica si possono leggere in I canti popolari italiani, di Roberto Leydi (Oscar Mondadori, Milano 1973).
Questo canto fu interpretato da Fausto Amodei e Michele Luciano Straniero, in Canti della resistenza italiana 2, Dischi del Sole.