Qui comincia la rassegna dei ministri democristiani, attaccati ah portafogli, affamati come cani Ole ole olè, con De Gasperi non se magna, ole ole ole, il cancelliere arrivòle il re. Ministro dei trasporti è Guido Corbellinì: se magna li binari co tutti i traversini. Olè olè... A commerciar con l'estero han messo Merzagòra: lui sta in Brasile e ingrassa e noi restamo fora, Olè olè... Poi viene Mario Scelba, ministro per l'interno: prima spara sul prossimo poi prega il Padreterno. Olè olè... Ministro del lavoro è Amintore Fanfani: vorra porta in Italia i sistemi americani. Ole olè olè... Per i lavori ppubblici ce sta Umberto Tupini: farà la vita facile a Vaselli e Manzolini. Ole olè olè... All'istruzione pubblica c'è san Guido Gonella, occupato tutto il giorno a istruire la cappella. Ole olè olè... Il ministro dell'industria ci vien da Pontedera: egli è Giuseppe Togni, amico di Scalera. Ole olè olè... Il feudatario Segni Resta all'agricoltura: nelle nostre saccocce vuoi far la trebbiatura. Ole olè olè... A bordo di un naviglio gridava Paolo Cappa: " Merlin, rnettici il bollo, che qui tutti si pappa ". Ole olè olè.., Einaudi, Sforza e Grassi fanno gli indipendenti, ma senza averne l'aria s'arrotano già i denti, Ole olè olè... Guida la processione, con il messale in mano, Alcide von De Ga peri, il cancelliere americano, Ole olè olè...
Fonte: Vettori Giuseppe, Canzoni italiane di protesta 1794 - 1974, Roma, Newton Compton, 1975
Informazioni: Strofette satiriche su musica tipica da osteria, riferite ai vari governi che De Gasperi presiedette dopo l'esclusione del PCI e del PSI. L'autore è anonimo. Ne sono state registrate diverse lezioni, una delle quali da Cesare Bermani a Milano, nel 1964. Il ritornello era molto diffuso anche nell'Italia centrale.