Del '68 resta la sciarpa rossa canti di fuoco restan gli slogans colmi di slanci e la critica batte in ogni petto. Un calore vitale resta del lampo tuonante d'allora rosso accecante. Del '68 restan la rottura e la rabbia ma resta anch ela muffa ma resta il non abbattuto resta la Vecchia, Astuta Cultura. Da quel ricordo di alba emerge nitida la nostra coscienza maturata e cresciuta come un frutto accanto al suo seme. Del '68 restiamo noi uomini giovani che siamo stanchi che ci sentiamo irrisolti che più di allora ci sentiamo spersi, traditi. No, non soltanto per quel lavoro che non riusciamo a trovare per quella scuola che non riusciamo a cambiare ma perché dopo tanti anni molto è in noi come prima ma perché in tanti anni non s'è imboccata la strada che ci conduce lontano da questo vivere male da questo vivere soli perché non s'è aperto nessun discorso comune e assieme non s'è tentato di dare qualche risposta alle angosciose domande che il nostro essere giovani grida smarrito.
Fonte: Canzoniere delle Lame, Per un discorso comune, Vedette Zodiaco, 1977