Chi ti ha mandato, soldato, col fucile alla mano? chi ti ha mandato, ragazzo, a sparare lontano? Tu vieni con la rabbia nella voce, vieni con l'odio in faccia: è tuo dovere d'essere feroce, sangue lasci per traccia. Non senti ribellarsi nelle vene il grido della gente, non sai più cosa sono il male e il bene quando gridi "presente!". Chi ti ha mandato, soldato, col fucile alla mano? chi ti ha mandato, ragazzo, a ferire lontano? La terra che ti brucia sotto i piedi ci costa tanti morti: fermati e pensa a tutto ciò che vedi, al grido degl'insorti. Dal tuo paese un giorno, dalla Francia, venne una luce immensa: dicevano "uguaglianza, fratellanza" ora fermati e pensa: Chi ti ha mandato, soldato, col fucile alla mano? chi ti ha mandato, ragazzo, a morire lontano? Ritorna a casa, racconta, tutto quello che vedi: offesa, invasa, sconvolta, la terra d'Algeria rimane in piedi!
Fonte: Jona Emilio, Straniero Michele L., Cantacronache - Un'avventura politico-musicale degli anni cinquanta, Torino, Crel, 1996