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ilDeposito.org | Canti di protesta politica e sociale - archivio di testi, accordi e musica

Il povero Elia

Dal centrosinistra all'autunno caldo (1963-1969)

Lo chiamavano il povero Elia 
un campione di nullatenente 
all'anagrafe sanno chi sia 
ma del resto nessuno sa niente 

fin dal giorno che al mondo egli venne
non si sa che mammella succhiò
il suo padre era un certo N.N. 
chi sa mai come Elia non crepò

 Poveraccio! Se anche crepava 
 gli poteva importar poco o niente
 questa vita da cani gli dava 
 da rimpiangere un bell'accidente 

 non sapeva neppure poppare 
 né giocare un bel gioco sul serio 
 non potè fin da allora peccare 
 né di gola né di desiderio

Non aveva una faccia da furbo 
e nessuno si volle fidare 
a pigliarsi l'ingrato disturbo 
d'insegnargli a che serva rubare 

non fu mai molestato da un cane 
nessun colpo su lui fu sparato 
Questo è vero, moriva di fame 
ma passava per tipo fidato 

 Poveraccio! Se anche crepava
 gli poteva importar poco o niente 
 questa vita da cani gli dava 
 da rimpiangere un bell'accidente 

 non sapeva a che serve l'argento 
 né i pollastri degli altri e così 
 anche al settimo comandamento 
 si tramanda che non trasgredì

E le donne, persin le puttane, 
che di solito son generose 
si curavan men che di un cane 
delle sue prestazioni amorose 

ma l'Elia anche senza l'amore 
non sentì né provo delusione 
ne si appese dal grande dolore 
ad un laccio ed un po' di sapone 

 Poveraccio! Se anche crepava 
 gli poteva importar poco o niente 
 questa vita da cani gli dava 
 da rimpiangere un bell'accidente

 Non sapendone il significato 
 dell'amor non sentì la mancanza 
 e per questo non fece peccato 
 di lussuria, né d'intemperanza 

Quando in guerra ebbe a fare il soldato 
a nessuno potè far del male 
Perché di diserzione accusato 
lo spedirono in corte marziale 

Quando uscì per la fucilazione 
- Così almeno la storia ci dice, -
solo un tale da dentro il plotone 
gli sorrise con aria infelice

 Poveraccio! Di fronte alla morte 
 non avrà certo fatto buon viso
 proprio quando gli dava la sorte 
 da rimpiangere un triste sorriso 

 ed adesso ch'è ben sotterrato 
 non avrà da temere l'inferno 
 non aveva mai fatto peccato 
 lo terrà ben con sé il Padreterno

Fonte: Jona Emilio, Straniero Michele L., Cantacronache - Un'avventura politico-musicale degli anni cinquanta, Torino, Crel, 1996

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