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ilDeposito.org | Canti di protesta politica e sociale - archivio di testi, accordi e musica

Partito da Milano senza un soldo

Dall'unità d'Italia alla Grande Guerra (1870-1914)

Partito da Milano senza un soldo
arrivai a Parigi a tasche vuote
sempre col mio pugnale ben affilato
il cuore di quel vigliacco devo spaccare.

Quando Caserio vide la carrozza
e lui s'avvicinava piano piano
quel mazzolin di fiori e che gridava amore
gl'inferse il pugnale dentro il cuore.

Quando Caserio fu arrestato
gli domandaron chi eran i suoi compagni
I miei compagni sono dell'anarchia
io facevo il fornaio e non la spia.

Quando Caserio fu in tribunale
gli domandarono se conosceva il suo pugnale
Sì sì che lo conosco ha il manico rotondo
nel cuore di Carnot andò nel fondo.

Quando Caserio fu condannato
gli domandarono s'era pentito del suo reato
Se per dieci minuti m'avessero lasciato
il nuovo presidente l'avrei scannato.

Quando Caserio vide la ghigliottina
a lei s'avvicinò pian piano
con una mano levandosi il cappello
Addio amici e compagni vado al macello
ma prima di morire vo' dire una parola
sia maledetto il re, casa Savoia.

Fonte: Catanuto S. Schirone F. Il canto Anarchico in Italia nell'Ottocento e nel Novecento, Zero in Condotta, Milano, 2009

Informazioni: Raccolto da S,Liberovici a Nonantola (NO) nel 1962, da Alfonso Assaloni.
Esistono almeno altre quattro versioni più o meno complete dello stesso testo, raccolte negli anni '60 tra Piemonte e Lombardia.

Dati del canto

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