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ilDeposito.org | Canti di protesta politica e sociale - archivio di testi, accordi e musica

La ballata di Longarone

Dal centrosinistra all'autunno caldo (1963-1969)

Si dice che un giorno 
un Dio scocciato
dei mali del mondo
lo abbia affogato.
Ma prima di usare
gli idranti celesti
Lui volle salvare
gli uomini onesti.

Fra tutti Noè
salvò la pellaccia,
gli altri, ahimé!
Eran tutta gentaccia...
Le bestie, va detto,
non sanno peccare
E su un "vaporetto"
le fa galleggiare.

Per quanto spietato
quel Dio genocida
salvò gli animali
dall'idro-corrida.
Or giunti a 'sto punto
possiamo affermare
che a volte il buon Dio
sa 'discriminare'...

Or son nove anni
che un monte annoiato
di starsene fermo   
dov'era piantato,
scoprendosi intorno   
la vallata bella
si disse "Un bel giorno   
ci andrò in camporella!..."

Da tempo smaniava   
quel monte iracondo
e alberi e massi   
mandava nel fondo.
La gente sapeva   
di questi "traslochi",
di lui si diceva:   
" 'Sto monte ...va in tòchi !"

E Tòc fu chiamata   
l'inquieta montagna
" Neanca 'e cavre   
e a sù più no 'e magna!"
Nessuno mai non ebbe   
il sentore più vago
che in quella vallata   
facessero un lago.

Invero nessuno,   
a parte un cretino,
poteva pensare   
di farci un bacino.
Qualcuno si mosse,   
tentò di spiegare
che un lago col Toc   
non era un affare.

"Sa, quella montagna,   
non vuole star ferma,
mi creda è una "lagna"!   
ne chieda conferma.
È velleitaria,   
rivoluzionaria,
ci pianta una grana,  
le dico, è una frana!..."

"Faremo la diga!   
lo abbiamo deciso,
la gente del luogo   
ne avrà preavviso."
" Mi creda, siòr...   
No sè ostruzionismo!...
(Eh eh...) Suvvia, signore...!   
Un po' di SADE...ismo !"

È nato il bacino   
in quella vallata,
la gente ha paura   
si sa condannata.
Si chiudon le porte   
si tiran le tende
sul lago di morte   
che lento si estende.

Ma il Toc ha deciso   
di andarsene a spasso,
non dà preavviso   
e scende da basso...
E a notte nel lago   
si fa un pediluvio
E su Longarone   
si avventa il diluvio.

È un'onda tremenda   
che oscura le stelle,
tre oceani insieme   
che il globo si espelle.
Distrugge ogni casa   
le bestie, la gente
Fa "tabula rasa"   
non resta più niente.

Vajont, Longarone,   
duemila e più morti,
sei anni d'inchiesta,   
controlli, rapporti,
dossier d'istruttoria,   
e per ogni perizia
c'è il suo promemoria:   
"Si vuole Giustizia!"

Illustri togati   
e "Azzeccagarbugli"
decidon che "Onde   
evitar tafferugli,
si spostino altrove  
imputati e processo,
lontano da dove   
il fatto è successo."

Accusa e difesa...   
Tre mesi di udienza
e al mondo in attesa   
si dà la sentenza.
Trecento cartelle   
per dir suppergiù :
"È acqua passata,   
... non macina più ! "

Ma sopra una tomba   
lassù a Fortogna,
son scritte sul marmo   
diciotto parole
che gridano al mondo   
la nostra vergogna :

   "Barbaramente e vilmente trucidati

   per leggerezza e cupidigia umana,

   attendono invano giustizia

   per l'infame colpa.

        - Eccidio premeditato -"

Fonte: non ancora presente, ci stiamo lavorando...

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