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ilDeposito.org | Canti di protesta politica e sociale - archivio di testi, accordi e musica

Le cose vietate

Dal centrosinistra all'autunno caldo (1963-1969)

Per ogni divieto 
che ci ha dato il buon Dio
col nome, ben noto, 
di "comandamento",
la gente ha creduto 
che fosse assai pio
crearne e redigerne 
almeno altri cento.

"Vietato il sorpasso", 
"Vietato fumare"
e, per non esporre 
le nostre sporcizie,
in certi locali 
è "Vietato sputare",
in altri "Lo scarico 
delle immondizie".

 Ma tutte queste cose 
 non sono molto gravi
 son lievi precauzioni 
 per farci star più bravi.

 Il guaio è che quei tipi 
 che vietano e fan storie
 le cose non vietate 
 le han rese obbligatorie.

Son molti i cartelli 
che trovi per strada:
"Vietato il passaggio", 
"Divieto di sosta"
e, in molti negozi, 
dovunque tu vada
"Vietato toccare 
la merche che è esposta",

e, per evitare 
ai giovani i danni
che può provocare 
il problema del sesso,
a tutti i minori di sedici anni
in certi locali 
è "Vietato l'ingresso".

 Ma tutte queste cose 
 non sono molto gravi
 son lievi precauzioni 
 per farci star più bravi.
 Il guaio è che quei tipi 
 che vietano e fan storie
 le cose non vietate 
 le han rese obbligatorie.

"Il senso è vietato", 
"Vietato affacciarsi",
"Divieto di transito ai ciclomotori",
"Vietato il posteggio", 
"Vietato bagnarsi",
"Vietato parlare coi manovratori":

Fra tanti divieti 
di tutti i modelli
la legge non vieta, 
un po' stranamente
di andare ad uccidere 
i nostri fratelli,
di andare a far guerra 
alla povera gente:

 ché, anzi, ci costringe 
 in termini palesi
 ad imparar 'ste cose 
 per ben diciotto mesi
 e quel comandamento 
 lo ha lasciato stare
 che dice chiaramente: 
 "È vietato ammazzare".

Fonte: Jona Emilio, Straniero Michele L., Cantacronache - Un'avventura politico-musicale degli anni cinquanta, Torino, Crel, 1996

Informazioni: Inviata da Riccardi Venturi

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