Ninna nannera nannà il figlio, Rita Fenu, si culla nel suo ventre pensando agli altri cinque che ferri sporchi han cullato per lei. "Stavolta è troppo tardi - le ha detto suo marito - il medico non vuole, è un imbecille, pazienza così". Rita Fenu sorride, lo sapeva, era sicura, e così poco male, almeno adesso non ha più paura. La prima volta ha pianto, ma non ha detto no. L'orgoglio è come un bimbo, a mantenerlo poi come [si fa? La terza volta cerca di strapparselo da sé, centomila sono troppe, dall'ospedale in galera è lei che ci va. Dop la quinta volta con quei ferri fa un corredo, per tre mesi lei tace, e un bel Natale di televisione gli dice: " Basta! lasciamolo in pace". Tre ore di bestemmie, ma dopo si è calmato, se ancora la picchiava l'avrebbe ucciso coi ferri che sa. Dentro il ventre di Rita c'è un bel rischio caldo che si contendono in molti: marito, giudici, medici e preti, ma Rita adesso decide per sé. Questa squallida storia qui sarebbe già finita, ma ci vuole un finale per il riscatto del libero [aborto, ed è per questo che Rita farà un folle gesto di nobile accusa, un pasto vivo alla morte darà. Ninna nannera nannà Da un mese Rita Femiu aveva il suo bambino, ma un giorno che piangeva lo ha soffocato stringendolo forte gridando "Ninna nannera nannà". Davanti al giudice grida: "Nannà" Io l'ho salvato "Nannera nannà" Non era vostro "Nannera nannà" Con la camicia di forza "Nannà" lei ride e grida "Nannera nannà" lei ride e grida "Nannera nannà"
Fonte: Maolucci Enzo, LP L'industria dell'obbligo, Dischi dello Zodiaco VPA 8311, 1976