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Ballata dell'alcolizzato

Chissà se l’infermiere che sta qui di notte s’è mai chiesto perché siamo finiti qui al reparto tre. “Vieni qui Mario prendi un bicchiere” “Ma cosa fai? Stai sempre a bere…” “Sentimi Mario non fare il cretino io ci sto bene con il mio vino e non invidio chi si accontenta dopo otto ore da quasi animale di un po’ di tele primo canale”. “Dica Proietti fra un paio d’ore venga di sopra dal direttore”. Giunge il momento va dal padrone “Lei rende poco, lei è un ubriacone e quel che è peggio è che c’ha il coraggio di provocare uno strano contagio guardano lei come babbei” “Dica Proietti deve piantarla tutte le notti lei grida e parla in questa casa c’è tanta gente lavoratori… lei non fa niente e si permette di disturbare chi il giorno dopo va a lavorare quindi lo sfratto è affare fatto” Chissà se l’infermiere che sta qui di notte s’è mai chiesto perché siamo finiti qui al reparto tre. Chissà se ha mai pensato che i nostri cervelli di alcol imbottiti hanno il coraggio d’essere impazziti Chissà cosa ne pensa di questa pazzia lui ch’è quasi un signore con il cervello che impazzisce a ore.

Chissà se l’infermiere che sta qui [di notte s’è mai chiesto perché siamo finiti qui al reparto tre. Re “Vieni qui Mario prendi un bicchiere” “Ma cosa fai? Stai sempre a bere…” “Sentimi Mario non fare il cretino e io ci sto bene con il mio vino La7 Re e non invidio chi si accontenta La7 Re dopo otto ore da quasi animale Fa# Re di un po’ di tele primo canale”. “Dica Proietti fra un paio d’ore venga di sopra dal direttore”. Giunge il momento va dal padrone “Lei rende poco, lei è un ubriacone e quel che è peggio è che c’ha il coraggio di provocare uno strano contagio guardano lei come babbei” “Dica Proietti deve piantarla tutte le notti lei grida e parla in questa casa c’è tanta gente lavoratori… lei non fa niente e si permette di disturbare chi il giorno dopo va a lavorare quindi lo sfratto è affare fatto” Chissà se l’infermiere che sta qui [di notte s’è mai chiesto perché siamo finiti qui al reparto tre. Chissà se ha mai pensato che i nostri [cervelli di alcol imbottiti hanno il coraggio d’essere impazziti Chissà cosa ne pensa di questa pazzia lui ch’è quasi un signore con il cervello che impazzisce a ore.

Indicazioni bibliografiche

Nebbiosi Gianni, E ti chiamaron matta, Edizioni del gallo, 1972

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Strumenti

Scheda del canto

Autore testo:  Gianni Nebbiosi
Anno: 
1972
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
I diritti del contenuto sono dei rispettivi autori.
Lo staff de ilDeposito.org non condivide necessariamente il contenuto, che viene inserito nell'archivio unicamente per il suo valore storico, artistico o culturale (maggiori informazioni).

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