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Ballata della III Brigata Garibaldi "Oberdan Chiesa"

Autore testo:  Pardo Fornaciari
Anno: 
2009

8 settembre il re era scappato nasce una banda su nel massetano tra l’Uccelliera e i boschi del Poggione si raduna un reparto partigiano. Cerboni Elvezio è il primo comandante ma a Aprile a San Dalmazio è catturato per via d’un traditor portato a Pisa e in questura, di giugno, fucilato. A novembre comincia a comandare Mario Chirici, un vecchio capitano col petto decorato di medaglie garibaldino e repubblicano. Ma l’esperienza non basta a salvare la formazione dal rastrellamento al Frassine la strage fu feroce pei partigiani fu uno sbandamento. Otello Gattoli,il Meoni, il Benedici ed il Fidanzi con il Mancuso restan senza munizioni Le mani alzate escono fuori e s’arrendon ai fascisti che li finiscono a colpi di pugnal! Il parroco del Frassine quei morti li spregia e non li vuole benedire “Sono ribelli, son dei senza dio” la messa a loro non gli vuole dire. Mentre le donne di Monterotondo dieci camicie rosse hanno cucito per i ribelli che sulle colline la Terza Brigata han costituito. Quando ad Aprile trenta partigiani con le camicie dal colore acceso al Frassine riprendono il paese il prete ci rimane assai sorpreso… Gli tocca di sonare le campane in onore dei morti di febbraio l’obbligan anche a dirgli la messa: la chiesa s’empie e pare un formicaio! Terza Brigata Garibaldi da Val di Cornia a Rosignano tutta la costa libera armi alla mano da Suvereto e da Piombino, a Vada Cecina Livorno caccia i fascisti dai paesi e le città! Sui monti di Liguria un altro figlio della nobile terra maremmana il tenente Licurgo Bardelloni organizza la guerra partigiana Ma il freddo inverno del quarantaquattro lo tradisce, ed è vicino a Imperia che torturato viene e fucilato dai neri con perversa cattiveria. Pei partigiani si prodiga Norma Ma la brigata nera la cattura E tutta notte dentro la caserma La banda di aguzzini la tortura. La fanno a pezzi ma lei non informa Quei pervertiti in divisa scura. Passò la notte tragica e all’aurora Per Norma risuonò l’ultima ora Norma Pratelli è un orifiamma acceso nei cuori in Maremma son scarafaggi senza nome i neri per tutti noi che rimaniamo commossi e la ricordiamo Norma è una luce di ideale e civiltà! Il dieci giugno del quarantaquattro Monterotondo entran i partigiani per consegnare cibo ai cittadini svuoteranno l’ammasso l’indomani Ma all’improvviso arrivano i tedeschi armati fino ai denti a bombardare il Chirici dispone le difese poi dice: ci si deve ritirare! Gallistru Alfredo è colpito a morte con altri quattro: Ercole Ferrari lo strazia un vile colpo di mortaio con il compaesan Gino Borsari. Più tardi cade Ateo Casalini tornato indietro per recuperare armi preziose con le munizioni che servivano per ricominciare. Resta a sparare Mario Cheli non si ritira insieme agli altri ma li protegge con la sua mitraglia Così il drappello partigiano si sgancia e torna nei suoi boschi ma cade Mario massacrato dai tedeschi!

Informazioni

Scritta in base alle memorie di Luigi Tartagli aiutante di campo del comandante Chirici. Sull'aria ascoltabile qui: http://www.resistenzatoscana.net/documenti/ballata_XXIII.mp3

(inviata da Pardo Fornaciari)

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Strumenti

Scheda del canto

Autore testo:  Pardo Fornaciari
Anno: 
2009
Tags:  antifascisti
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
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